domenica 24 aprile 2011

"Bambine-donne". L'infanzia che non esiste più


Infanzia: un tempo la si rincorreva, si aspirava a regredirvi per ritrovare felicità e spensieratezza, oggi viene calpestata e surclassata dall’adolescenza, insomma si tende anche in questo caso a bruciare le tappe. D'altronde anche l’educazione non avviene più spontaneamente come una volta, oggi appare sistematicamente programmata da una serie così vasta di teorie che ci si chiede sempre se si stia adottando il comportamento giusto.

La precocità è il valore assoluto della nuova infanzia competitiva, che si manifesta sotto forma di “bambine-donne” ovvero cresciute troppo in fretta. Analizziamo prima di tutto le ragioni: prime fra tutte quelle sociali e psicologiche, che dipendono direttamente dalla relazione con gli adulti, ad esempio corsi anticipati di musica, danza, lingue, nuoto, ginnastica e quant’altro proposti (o imposti) dai genitori. Ad esse si sommano poi quelle biologiche, genetiche e ambientali.

Le conseguenze del fenomeno invece variano da caso a caso, possono come non essere ‘drastiche’ a seconda della personalità del bambino; è chiaro che, se si è figli di questa generazione, si corre il rischio di contrarre problemi legati all’autostima, d’identità… Per non parlare di veri e propri disturbi psicologici fomentati dalla società della ‘perfezione’, ove la competitività regna sovrana.

Una volta perduta allora sì che la si rimpiange l’infanzia, ed è triste pensare che i corresponsabili di questa situazione siano i genitori stessi, pur essendo animati dalle migliori intenzioni. Diciamocelo chiaramente, far figli è da sempre la cosa più naturale del mondo, ma gli adulti di oggi sono si creano delle aspettative che quelli di ieri non avrebbero immaginato neanche lontanamente!

sabato 23 aprile 2011

22 aprile “Earth Day”. Proposito del giorno: risparmiare

Se vogliamo salvare davvero l'ambiente dobbiamo partire dalle piccole cose. Il tema della prossima Giornata della Terra, datata 22 aprile, è "A Billion Acts of Green": un miliardo di azioni verdi. L’iniziativa stavolta consisterebbe nell’operare una scelta tra le azioni che compiamo quotidianamente, optando per quella più ‘economica’, più rispettosa nei confronti del nostro pianeta. Ad esempio, al mattino, tra una doccia veloce e un bagno nella vasca, dovremmo optare senza dubbio per la doccia, onde evitare inutili sprechi d’acqua – per riempire una vasca ci vorrebbero ben 250 litri d’acqua, mentre una doccia ne consuma ‘soltanto’ dai 40 ai 100 -. Un altro accorgimento è quello di far partire la lavatrice solo quando è piena, poiché ad ogni lavaggio, indipendentemente dal carico, essa consumerebbe 155 litri di H2O.
Abitate in un condominio? Evitate di prendere l’ascensore. Dovete andare al lavoro o a fare un giro in centro? Per una volta prendete i mezzi pubblici e risparmiate benzina; anzi, se lasciaste la macchina in box per soli 2 giorni  alla settimana ridurreste di ben 700 chili l'emissione di anidride carbonica annuale.
E la carta? Anche quella si potrebbe risparmiare, deriva pur sempre dalle piante: riutilizzare più volte uno stesso bicchiere, usufruire del retro dei fogli stampati, fare la spesa muniti di sacchetto riciclabile… Insomma seguite le 3 erre dell’ambientalista: riduci, riusa e ricicla.
Come la lavatrice, anche la lavastoviglie va caricata quand’è piena, senza necessariamente sciacquare i piatti prima di metterli dentro: altri 80 litri risparmiati!
Viaggiare un po’ è indispensabile, ma perché non scegliere degli ‘eco-hotel’? In fondo anche le catene più conosciute e rinomate hanno già provveduto ad invitare esplicitamente i clienti a cambiare asciugami e lenzuola solo quando ritenuto necessario. Dite che è impossibile cercare di risparmiare anche sugli aeroplani? Alcuni siti di prenotazioni online vi smentiranno, dal momento che offrono la possibilità di destinare parte del biglietto al riacquisto di anidride carbonica consumata.
Quella sopracitata è solamente una delle tante iniziative in commercio; già da tempo è possibile acquistare infatti fogli di carta, carta igienica e affini contenenti quasi completamente materiale riciclato. Lo scarico ‘verde’, che potete installare nelle vostre case invece, utilizza 2 velocità, vale a dire non sempre il massimo getto onde risparmiare ancora una volta sui litri d’acqua consumati.
E per concludere, l’ultimo ‘sforzo’ della giornata: spegnere la luce!

mercoledì 20 aprile 2011

Kate e William diranno 'sì' su YouTube


Kate e William si sposeranno in diretta, davanti a milioni di occhi indiscreti che potranno godere dell'atteso evento collegandosi a YouTube. Scelta dei medesimi sposi, ribadisce il London Evening Standard, dal momento che con questo gesto conferirebbero un'immagine di una monarchia più giovane e al passo coi tempi. Ma l'uso dei social network non è una novità per la corona britannica, che già da qualche mese ha provveduto a realizzare una pagina Facebook dedicata niente meno che alla Regina Elisabetta. I reali inglesi hanno così deciso di avvicinarsi sempre più al popolo, e la trasmissione del matrimonio in diretta streaming su Royal Channel di Youtube ne è l'emblema. Non solo il video, ma ci sarà addirittura un blog per illustrare i passi salienti della cerimonia stessa. Sempre a testimoniare l'enorme potenziale dei social network, il pubblico può recare i propri auguri agli sposi caricando un video personale su una pagina 'Wedding Book' ancora di Youtube, mentre il giorno prima del matrimonio si potranno scaricare tutti gli inni che verranno cantati durante il grande evento. Non ancora citato ma comunque presente il celebre sito di condivisione foto Flickr, sul quale lo staff di Buckingham Palace pubblicherà le foto del matrimonio. Tutto questo per dire che, oltre al miliardo circa di spettatori che seguiranno il grande giorno in televisione - comunque un notevole salto rispetto ai 30 milioni che seguirono quello di Carlo e Diana nell'81 -, milioni di altre persone potranno tenersi aggiornati tramite computer e cellulari collegati a internet; questo significa vivere nell' "era digitale".

Terremoto a Roma l'11 maggio? I sismologi dicono di NO



Tutta l'Italia è a rischio sismico, in particolar modo Roma. La capitale si troverebbe infatti ai margini della zona a maggiore sismicità della penisola e quindi ha una pericolosità sismica modesta. In ogni caso, la probabilità effettiva che avvenga un forte terremoto nell'Italia centrale è piuttosto bassa.


Ciò detto non c'è alcun elemento scientificamente fondato per poter affermare che a Roma ci sarà un terremoto il prossimo 11 maggio. La previsione, attribuita all'autodidatta Raffaele Bendandi, è stata semntita niente meno che dai sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).


Lo stesso INGV sta collaborando alla sistemazione dei numerosi appunti di Bendandi, e conclude: "Ad oggi non e' possible prevedere i terremoti perchè la complessità dei fenomeni che li generano non lo permette. Si possono però fare delle previsioni probabilistiche, cioè si può stimare la probabilità che si verifichi un terremoto di una certa magnitudo, in un determinato intervallo di tempo e in una certa area''.

martedì 19 aprile 2011

STOP del Governo al Nucleare. Troppa politica in gioco


ROMA - Il referendum sul nucleare è alle porte e la maggioranza lo teme.

Il Governo soprassiede sul programma nucleare inserendo nella moratoria già prevista nel decreto legge l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.

In un’epoca dove disponiamo delle migliori tecnologie, in costante evoluzione, possiamo pensare di produrre più energia “pulita”; questo quanto afferma anche il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, il quale pensa che questo emendamento consentirà al governo di accelerare la presentazione di una nuova strategia energetica nazionale. Questa decisione è peraltro in linea con altri grandi Paesi quali Germania, Stati Uniti, Giappone, Russia.

Bersani e Di Pietro approfittano per attaccare ancora una volta la maggioranza, dicendo rispettivamente che il governo, dopo l’incidente in Giappone, rifugge dalle sue stesse decisioni e che con questo emendamento continua semplicemente a tentennare e a posticiparle. Anche la Bonelli è convinta che il no del governo al programma nucleare non sia per convinzione, ma per un interesse prettamente politico.
Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, vuole investire sulla ricerca e sui rinnovabili; dopo il disastro che è purtroppo avvenuto a Fukushima la propaganda nucleare è stata ridotta all’osso, c'è una ragione in più per non perdere tempo e concentrarsi sull'efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili.

Al di là dell’interferenza politica trattasi di scelte importanti per il nostro futuro, la nostra salute e quelli delle generazioni a venire. A tal proposito occorre ascoltare senza lasciarsi influenzare dalle diverse opinioni politiche, quanto piuttosto riflettere su pareri fornitici dagli esperti; il geologo Mario Tozzi ad esempio, in un video pubblicato su YouTube qualche giorno fa, elenca una serie di motivi per i quali non avremmo bisogno di centrali nucleari nel nostro paese, primo fra tutti il fatto che non ne abbiamo strettamente bisogno – possiamo infatti risparmiando far passare questo periodo di transizione, in attesa di una forma energetica più sicura, e nel frattempo continuare a procurarci energia tramite altri Paesi, dai quali dipenderemmo comunque per importazioni di uranio e tecnologia stessa -, seguito poi dall’ingente costo della costruzione di una centrale stessa e dagli evidenti rischi di incidenti in cui potremmo incappare. Ovviamente l’informazione non manca, c’è chi pro e chi contro ma indipendentemente dal credo politico, ed è proprio su questo che dobbiamo documentarci per prendere una decisione coscienziosa e responsabile.

venerdì 15 aprile 2011

Ucciso in anticipo. Addio Vittorio


GAZA - Oggi alle 16 circa avrebbe dovuto scadere l’ultimatum annunciato dai rapitori salafiti di Vittorio Arrigoni, volontario filo palestinese catturato solo ieri a Gaza. Invece il corpo senza vita del povero Vittorio è stato trovato già nella notte, prima che potesse intevenire la stessa Farnesina come aveva promesso, in un appartamento nel rione Quarame di Gaza City. Probabilmente è stato strangolato con un cavo metallico o qualcosa di simile, stando all'esame condotto sul cadavere dai medici locali.
Il video trasmesso ieri su YouTube non era certo di buon auspicio, lo ritraeva infatti legato e sanguinante; tuttavia c’era un precedente che faceva ben sperare, quello del giornalista inglese Alan Johnston della Bbc rapito 4 anni fa per poi essere rilasciato dopo 114 giorni. La ‘pecca’ di Arrigoni forse era quella di essere un attivista molto noto nella zona, di aver partecipato a numerose altre missioni e di lavorare ormai da tempo per l’International Solidarity Movement.
Temuto dunque dagli estremisti, questi ultimi lo accusavano di diffondere ’vizi occidentali’, infatti secondo Hamas essi non avrebbero agito unicamente per il rilascio dei loro confratelli, ma piuttosto per un fattore ideologico di contrarietà alla presenza straniera; 2 di essi sono già stati arrestati. Sempre Hamas ha definito il crimine ’atroce’ e ha espresso il suo cordoglio nei confronti del popolo italiano. La Farnesina ha usato invece toni più duri per denunciare l’accaduto, asserendo che non è stata rispettata né la parola data né soprattutto una vita umana. La famiglia e gli amici sono disperati per la perdita, il governo italiano disdegnato per la mancanza di umanità.

Per l’ennesima volta la vita di un essere umano, peraltro lodevole, è stata calpestata, è stata gettata via senza alcun pudore. Non c’è gesto né parola che possa colmare il vuoto lasciato, c’è soltanto posto per amarezza e vergogna. Se non altro Vittorio è morto con orgoglio, l’orgoglio della determinazione che lo ha portato a difendere la causa in cui credeva fino alla fine. Addio Vittorio.

giovedì 14 aprile 2011

SU YOUTUBE VIDEO VOLONTARIO ITALIANO RAPITO


IL VIDEO - E’ bendato, sanguinante, ha le mani legate dietro la schiena e i capelli afferrati da un altro uomo. Questa l’immagine che ritrae Vittorio Arrigoni, volontario freelance rapito oggi a Gaza da un gruppo islamico salafita, in un video postato poche ore fa su Youtube da “This is Gaza Voice”. Il filmato è accompagnato da una musica che ne copre il sonoro e da un testo in arabo che scorre sullo sfondo, il quale accuserebbe lo stesso Arrigoni di diffondere ‘vizi occidentali’ ed il governo italiano di combattere contro i musulmani. Il messaggio esorterebbe inoltre i giovani di Gaza a sollevarsi contro il governo Haniyeh, colpevole ai loro occhi di gravi ingiustizie. Una scritta diversa, in inglese, appare invece in sovraimpressione e recita: ''Il popolo di Gaza si dispiace per quello che questi bigotti hanno fatto a Vittorio. Siamo sicuri che sara' presto libero e salvo''.

LA MOBILITAZIONE - I rapitori chiedono sostanzialmente la scarcerazione di tutti i loro compagni salafiti in detenzione, in modo particolare di un loro capo, tale Hisham Al-Saidni. La Farnesina comunque si è già attivata per la sua tutela, il Ministro Frattini sta seguendo con la massima attenzione l'evolversi della situazione, ma considerata la particolare delicatezza della vicenda il Ministero degli Esteri manterrà il consueto riserbo.

LA FAMIGLIA - La famiglia ha saputo del rapimento da alcuni conoscenti, che avevano a loro volta appreso la notizia dalla stampa. Forti e fiduciosi fremono per avere notizie, che arrivano in continuazione da un telefono che da questa sera non smette di squillare.

mercoledì 13 aprile 2011

Ipad all'asilo

(ANSA) USA - Fino a qualche tempo fa utilizzare computer, notebook, tablets etc. per prendere appunti durante le lezioni era impensabile; oggi succede normalmente in molte università e scuole superiori. Non c'è da stupirsi se i nostri figli si serviranno prettamente di questi strumenti per studiare, al posto dei tradizionali quaderni su cui scrivere e libri da sfogliare. Più scalpore suscita invece la notizia che nel Maine dal prossimo anno verranno distrubuiti degli iPad negli asili utilizzabili direttamente dai bambini; la tecnologia ne supporterebbe pertanto l'educazione tramite giochi, applicazioni e quantaltro sia alla loro portata affinchè imparino figure, parole, numeri e suoni in maniera del tutto interattiva. Tom Morrill, responsabile del distretto scolastico di Auburn, ha dichiarato: "Le tavolette iPad hanno già centinaia di applicazioni per l'insegnamento ai bambini, è una autentica rivoluzione nei metodi di educazione".
Ma a fronte di quest'iniziativa, che posto occupa la tradizione da sempre celebrata con furore? I genitori del Maine si dicono allarmati da questa decisione, non rifuggono certo dall'uso delle nuove tecnologie, ma ritengono non debba avvenire così presto. Effettivamente se si pensa all'odierno percorso scolastico di un individuo medio si ha un ampio arco di tempo entro il quale iniziare ad approcciarsi con computer ed altri strumenti elettronici; inoltre medici e psicologi convengono che sia utile insegnare a leggere e a scrivere ai bambini. Infine è importante cercare di evitare il problema dell'assuefazione da pc, alla base di patologie quali obesità o disturbi ossessivo-compulsivi.

Precari e reality

Dopo aver affollato numerose piazze italiane Sabato 9 aprile gridando che “la vita non aspetta” anche i precari approdano in tv in ‘qualità’ di tali. Canale 5 sta reclutando docenti rimasti senza lavoro dopo i tagli della Gelmini per un nuovo reality show nel quale il loro compito si esaurirebbe nel tenere a bada una classe non proprio acculturata di vip.

Inevitabile la protesta, scattata per opera del Cps (Coordinamento precari scuola) sentitosi sminuito e che per questo vorrebbe boicottare il programma. In realtà questa non sarebbe la prima volta che i precari diventano materia televisiva: l’idea nasce infatti con il programma “The Apprentice” ovviamente in America, ripresa poi su La7 da “Il contratto. Gente di talento”.

Insomma, se prima per arrivare a lavorare in televisione bisognava dimostrare professionalità, capacità e determinazione - come per qualsiasi altro mestiere del resto – oggi sembra che solo quest’ultima sussista e per giunta indirizzata unicamente verso una maggiore visibilità nonché popolarità. Nei reality si richiede infatti di esibire semplicemente il proprio stile di vita, ammirevole od opinabile che sia. Come dice Aldo Grasso in un articolo pubblicato sul Corriere: “Attraverso il reality la realtà viene modellata da un format e si trasforma in uno di quei rituali pubblici con cui la nostra società finge di parlarsi e mettersi in discussione e dove ogni gesto appare «autenticamente inautentico», un qualcosa che sta tra il dramma e la parodia ed è però in grado di procurarci il brivido del vero”. Il reality è ingiustamente considerato ‘trash’ a priori, ma va comunque guardato con occhi critici; bisogna diffidare da questo tipo di televisione così come dal successo facile, nonostante sia indubbiamente un ottimo trampolino di lancio nello spettacolo più che in altri campi bisogna dimostrare di valere un posto che consenta sicurezza e stabilità a lungo termine. 

martedì 12 aprile 2011

“I veri uomini non comprano le donne”


I numeri del traffico sessuale nel mondo sono spaventosi, coinvolgerebbe circa 2 milioni di bambine di cui 300 mila soltanto negli USA. Anche le star di Hollywood sembrano non essere indifferenti al problema e hanno mostrato la loro sensibilità aderendo ad una campagna che si svolge sul web, principalmente su facebook. L’idea, nata dalla coppia Demi Moore-Ashton Kutcher già artefice di una fondazione, è quella di proporre una serie di videomessaggi (visibili a partire da oggi) che ritraggono nomi del calibro di Sean Penn, Justin Timberlake, Eva Longoria, Jessica Biel prestare il loro volto alla causa in maniera significativa; nel caso delle celebrità maschili appare la scritta "veri uomini", nel caso di quelle femminili lo slogan è invece "preferiscono i veri uomini". Demi ha dichiarato in un’intervista per “Usa Today”: "La schiavitù moderna è una questione complicata, il nostro scopo è far riflettere gli uomini che si avvicinano a questo mondo. Il messaggio che vogliamo trasmettere è: queste ragazze non sono quello che pensi".

Assurdo pensare che in un’era dove persino facebook e lo star system diventano strumenti di denuncia sociale, quest’ultima sussiste perché tuttora la donna viene spesso considerata come un mero oggetto sessuale. Chiunque convenga con questa considerazione può visitare il sito di Demi e Ashton per ricevere ulteriori informazioni riguardo il deprecabile fenomeno e la relativa campagna di sensibilizzazione (http://demiandashton.org/).

lunedì 11 aprile 2011

Allarme a luci rosse: anoressia nel mirino del porno.

Abitualmente l’oggetto del desiderio maschile si configura con lo stereotipo della donna mediterranea, immagine per eccellenza di salute e femminilità con le sue curve naturali. Con l’avvento della moda tuttavia è nata l’associazione bellezza-magrezza che oggi si fa strada sempre più tra i giovanissimi e che è diventata peraltro una della diverse cause alla base dell’anoressia. Proprio negli ultimi anni si è registrato un fortissimo incremento di persone affette da questa malattia, e di conseguenza sul web siti, informazioni e notizie a riguardo si sono moltiplicati. Tra di essi esistono i cosiddetti blog “pro-ana” che, come dice la parola stessa, sono a favore del comportamento anoressico, tant’è che divulgano un decalogo da seguire per dimagrire eccessivamente nonchè pericolosamente. Parallelamente il fenomeno dell’anoressia è sbarcato in maniera a dir poco scioccante anche nell’industria del porno; accessibili a tutti sono infatti i siti pornografici che ritraggono ragazze anoressiche nella loro spaventosa nudità.
Sasha McDonald, giovane inglese affetta da anoressia, ha riportato in un articolo pubblicato sul“Guardian” l’email che le era stata inviata da un’agenzia a luci rosse che la invitava a lavorare con loro celebrandola come la “stella della carestia”. Assecondare la malattia esaltandone gli esiti agli occhi di una persona anoressica è deleterio, è senza esagerare un’incitazione alla morte. Responsabili di questo “crimine” sono i feticisti della magrezza, coloro che per una qualche devianza mentale vengono attratti da corpi scheletrici e ossuti. Alcuni di essi hanno fatto della loro perversione un vero e proprio lavoro: definitiskinny scout questi sono chiamati dalle stesse agenzie a scovare nuove star del porno rigorosamente “pelle e ossa”.
Mentre Sasha ha preso coscienza della gravità del fatto, molte altre ragazze affette dal medesimo problema continuano ad essere assidue frequentatrici dei blog pro-ana, col rischio appunto di essere travolte nel vortice della pornografia. Sempre sul Guardian è stato riportato un altro esempio del caso, quello della canadese Ronny Bi, indotta a posare per alcune fotografie senza veli attraverso il medesimo iter. Ronny ha dichiarato peraltro di essere stata forzata, di essersi fatta plagiare poiché colta in un momento di forte debolezza ed insicurezza.
A fronte di queste dichiarazioni, ma soprattutto a fonte dei recenti episodi di morte come quello che ha visto protagonista la modella francese Isabelle Caro, emerge l’assurdità del fatto che la rete non garantisce alcuna protezione nella maggior parte dei Paesi dove questi siti sono appunto legali e visibili da chiunque; medici ed esperti convengono che si possa intervenire a riguardo, anzitutto con l’educazione e la discussione. Ma prevenire è importante quanto curare, trovare una via d’uscita da questo tunnel che disarma totalmente, che lascia inermi persino di fronte all’uomo più folle, alla proposta più assurda mai sentita. Manipolare ragazze in queste condizioni, incapaci di scegliere per il loro bene, deve essere riconosciuto come un reato al pari della pedofilia e di tante altre perversioni che fuoriescono dai limiti della legalità.