venerdì 15 aprile 2011
Ucciso in anticipo. Addio Vittorio
GAZA - Oggi alle 16 circa avrebbe dovuto scadere l’ultimatum annunciato dai rapitori salafiti di Vittorio Arrigoni, volontario filo palestinese catturato solo ieri a Gaza. Invece il corpo senza vita del povero Vittorio è stato trovato già nella notte, prima che potesse intevenire la stessa Farnesina come aveva promesso, in un appartamento nel rione Quarame di Gaza City. Probabilmente è stato strangolato con un cavo metallico o qualcosa di simile, stando all'esame condotto sul cadavere dai medici locali.
Il video trasmesso ieri su YouTube non era certo di buon auspicio, lo ritraeva infatti legato e sanguinante; tuttavia c’era un precedente che faceva ben sperare, quello del giornalista inglese Alan Johnston della Bbc rapito 4 anni fa per poi essere rilasciato dopo 114 giorni. La ‘pecca’ di Arrigoni forse era quella di essere un attivista molto noto nella zona, di aver partecipato a numerose altre missioni e di lavorare ormai da tempo per l’International Solidarity Movement.
Temuto dunque dagli estremisti, questi ultimi lo accusavano di diffondere ’vizi occidentali’, infatti secondo Hamas essi non avrebbero agito unicamente per il rilascio dei loro confratelli, ma piuttosto per un fattore ideologico di contrarietà alla presenza straniera; 2 di essi sono già stati arrestati. Sempre Hamas ha definito il crimine ’atroce’ e ha espresso il suo cordoglio nei confronti del popolo italiano. La Farnesina ha usato invece toni più duri per denunciare l’accaduto, asserendo che non è stata rispettata né la parola data né soprattutto una vita umana. La famiglia e gli amici sono disperati per la perdita, il governo italiano disdegnato per la mancanza di umanità.
Per l’ennesima volta la vita di un essere umano, peraltro lodevole, è stata calpestata, è stata gettata via senza alcun pudore. Non c’è gesto né parola che possa colmare il vuoto lasciato, c’è soltanto posto per amarezza e vergogna. Se non altro Vittorio è morto con orgoglio, l’orgoglio della determinazione che lo ha portato a difendere la causa in cui credeva fino alla fine. Addio Vittorio.
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